Pagina:Eneide (Caro).djvu/399

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358 l'eneide. [195-219]

Tanto che supplichevole, e co’ rami195
Di benda avvolti a tua magion ne vengo;
Io, perchè sia Troiano e tu di Troia
Per nazïon nimico e per legnaggio
Agli Atridi congiunto, or non pavento
Venirti avanti, chè ’l mio puro affetto,200
Gli oracoli divini, il sangue antico
De’ maggior nostri, il tuo famoso grido,
E ’l fato e ’l mio voler m’han teco unito.
Dardano, de’ Troiani il primo autore,
Nacque d’Elettra, come i Greci han detto;205
E d’Elettra fu padre il grande Atlante,
Che con gli omeri suoi folce le stelle.
Vostro progenitor Mercurio fue,
Che nel gelido monte di Cillene
De la candida Maia al mondo nacque;210
E Maia ancor, se questa fama è vera,
Venne d’Atlante, e da lo stesso Atlante
Che fa con le sue spalle al ciel sostegno.
Così d’un fonte lo tuo sangue e ’l mio
Traggon principio. E quinci è che securo215
Senza opra di messaggi e senza scritti,
Pria ch’io ti tenti, e pria che tu m’affidi,
Posto ho me stesso e la mia vita a rischio,
E supplichevolmente a la tua casa

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