Pagina:Eneide (Caro).djvu/562

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[370-394] libro xi. 521

Strage recente. Il gran consiglio adunque,370
E de’ suoi primi, ne la regia corte
Chiamar si fece. In un momento piene
Ne fur le strade; e di già tutti accolti
Ne la gran sala, il re, di grado e d’anni
Il primo, a tutti in mezzo, in non sereno375
Sembiante, comandò che primamente
I legati che d’Arpi eran tornati,
Fossero uditi; ed a lor vòlto disse:
Esponete per ordine il seguìto
De la vostra ambasciata, e la risposta380
Che ritratta n’avete. A tal precetto
Tacquero tutti; e Vènolo sorgendo,
Così pria incominciò: Noi dopo molti
Superati pericoli e fatiche,
Egregi cittadini, al campo argivo385
Ne la Puglia arrivammo; e Dïomede
Vedemmo alfine; e quell’invitta destra
Toccammo, ond’è ’l grand’Ilio arso e distrutto.
In Iapigia il trovammo a le radici
Del gran monte Gargáno, ove fondava,390
Già vincitore, Argíripa, una terra
Che dal patrio Argirippo ha nominata.
Intromessi che fummo, il presentammo;
Gli esponemmo la patria, il nome e ’l fatto

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