Pagina:Eneide (Caro).djvu/565

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524 l'eneide. [445-469]

Testè con voi? No, no, ch’io co’ Troiani,445
Dopo Troia espugnata, altra cagione
Non ho di guerra; e de’ passati mali
Volentier mi dimentico, e dolore
Ancor ne sento. E, quanto a’ doni, andate,
Riportateli vosco, e ’l magno Enea450
Ne presentate. E solo a me credete
Del valor suo, che fui con esso a fronte
Con l’armi in mano; e so di scudo e d’asta
Qual mi rese buon conto, e quanto vaglia.
Se due tali altri avea la terra idèa,455
D’Ida fòra piuttosto ita la gente
Ai danni de la Grecia; e ’l troian fato
Piangerebb’ella. Enea sol con Ettorre
Fu la cagion che tanto s’indugiasse
La ruina di Troia, e che diece anni460
Durammo a conquistarla. Ambedue questi
Eran di cor, di forze e d’arme uguali,
Ma ben fu di pietate Enea maggiore.
Io vi consiglio che, comunque sia,
Lega seco, amicizia e pace aggiate,465
E l’incontro fuggiate e l’armi sue.
Questa è la sua risposta; e quinci avete,
Ottimo re, qual sia di questa guerra
Il suo parere e ’l nostro. A pena uditi

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