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estensione della meccanica 273


La molecola appare già, nei riguardi chimici, come un sistema meccanico complesso, tanto che certi fenomeni c’inducono ad ammetterne una dissociazione in ioni. Pertanto a perfezionare la teoria cinetica si ricorse all’ipotesi di un campo d’azione variabile colla temperatura, e di forze repulsive esercitantisi fra le molecole entro questo campo; si fissò anzi l’attenzione sopra una legge particolare .

Questi sviluppi, ci allontanano, ognun lo vede, dal meccanismo cartesiano, che, secondo l’idea primitiva si presentava come atto a spiegare la forza originata dalla pressione di un gas; ma essi segnano un progresso estensivo della teoria nello studio delle proprietà dei gas, quantunque gli stessi fondatori si accordino nell’attribuire alle ipotesi adottate un carattere provvisorio.


§ 11. Teoria dell’elasticità: i solidi.

Supponiamo d’altronde che il meccanismo più semplice, fondato sull’ipotesi dell’urto di sfere elastiche, si mostrasse adatto a proseguire teoricamente lo studio delle proprietà gassose in accordo colle più precise esperienze.

Nondimeno la forza elastica dei gas non potrebbe allora ritenersi perfettamente spiegata, se non si accetti come data la nozione della elasticità dei solidi. Alla quale, come già avvertimmo, si deve necessariamente ricorrere per spiegare le leggi dell’urto, ove queste non vogliano riguardarsi astrattamente come un puro fatto ottico, prescindendo da un momento essenziale del fenomeno. Alla stessa nozione si fa capo ove si cerchi di rappresentarsi più generalmente la natura fisica dei legami riducendoli a forze fra i punti del corpo (cap. V § 24), e tentando in ispecie di spiegare in questo senso la rigidità approssimata dei corpi solidi, l’incompressibilità dei liquidi, e le reazioni elastiche che ne derivano.

Le difficoltà di formarsi una simile rappresentazione dello stato solido e liquido della materia, appariscono più grandi che nel caso dei gas.

Riassumiamo a larghi tratti la storia dell’argomento.

Ispiratosi alla concezione astronomica di Newton, e a talune vedute emesse da questo stesso autore intorno ai fenomeni di capillarità, Boscovich (1763) ha ideato una generale rappresentazione della materia come un sistema meccanico costituito da punti dotati di massa, esercitanti gli uni sugli altri reciproche azioni e reazioni, uguali e contrarie, che, per ogni coppia di punti, sono dirette secondo la congiungente di essi e dipendono dalla loro distanza (forze centrali).

Siffatta teoria fu condotta innanzi, fino alla trattazione di problemi concreti, dalla scuola di Laplace. Questi in particolare portò ad un alto grado di compiutezza la spiegazione dei fenomeni di capillarità, trattati secondo lo stesso indirizzo newtoniano da varii predecessori.

Enriques, Problemi 18