Pagina:Esilio - Ada Negri, 1914.djvu/124

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114 lèvati, e cammina



Tanto ella stessa abbia sofferto e amato
che nulla la ributti: e l’assassino
pianga per lei col pianto d’un bambino
12che s’appresti a morir senza peccato.


Alla sua carità basti l’orrore
della misera carne che inabissa
entro il mistero, senza nome, scissa
16dall’anima, e vestita di dolore.


Della mia bocca l’ultima parola
oda, senza capirla: le mie braccia
componga in croce: e alla gran calma diaccia
20mi lasci, — come fui nel mondo, — sola.