Pagina:Esilio - Ada Negri, 1914.djvu/127

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

La fonte 117



Mi saluta ogni tronco, e sembra fremere
l’allegrezza in sua scorza ed in sue rame.
Io salgo — e da un viluppo di frascame
28mi giunge, o Fonte, il tuo sommesso gemere!...


Sì diaccia sei, ch’io sento il brusco brivido
del sasso a fior de lo zampillo; — e casca
l’acqua ove il terren molle forma vasca
32fra i muschi. L’acqua, in ombra, ha un color livido.


Fonte d’oblio che ti nascondi ai raggi
del sol, tu vedi le mie mani in croce.
Ti riconosco. Sola ormai la voce
36tua vince i vasti cantici selvaggi.


Prendimi!... Ansando io fino al cuor m’immergo,
che si contrae nel subitaneo spasmo,
ma resiste. In te nasco, in te mi plasmo,
40del battesimo tuo la fronte aspergo.