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XXXVII.
Somma lode pel nostro poeta fu l’aver avuto, come ogni grande, una schiera di seguaci; e come Omero ebbe gli omeridi, Esiodo ebbe gli esiodidi, fra cui Terpandro[1] Mnasea, Acusilao, Eumelo,[2] Empedocle, Esopo. Ciò che poi ci rende carissimo questo poeta è l’aver esso, si può dire pel primo, gettato il vituperio sull’inerzia e sulla frode, proclamata la nobiltà del lavoro e il culto delle più belle virtù civili e casalinghe.
Esiodo compie Omero, compie l’enciclopedia del tempo. Entrambi ponno dirsi i principali fondatori della nazionalità greca; perocchè, come disse un filosofo illustre,[3] l’essenza della nazio-
- ↑ Plut., Della musica, IV, V.
- ↑ Clem Al., Strom. VI, pag. 629.
- ↑ Ausonio Franchi.