Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/114

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leo ferrero

poi gli dice che ha l’ordine di mettergli nell’auto un maresciallo dei carabinieri. Papà risponde: «Il provvedimento è illegale e io non lo accetterò mai; piuttosto andrò a piedi».

«Capisco — dice il Commissario — ma vorrei che lei capisse come noi non abbiamo colpa, come noi non c’entriamo, come noi..».

«Capisco benissimo — dice papà — e infatti vi ho sempre facilitato il compito ma sono pur costretto a dirvi che violate la legge».

«Ma ce l’ordinano».

Il tono del colloquio è più calmo. Prende l’aspetto di una discussione di natura teorica. Papà gli fa la solita domanda. «Bella ragione. E se le ordinassero di uccidermi?». Il commissario, uomo sensibile alle nuances e navigato, risponde: «Non mi ordineranno mai di uccidere un uomo come lei» (!!!).

Io gli dico: «Del resto se aveste trovato il cancello chiuso, che cosa avreste fatto?».


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