Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/115

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diario

«L’avremmo scavalcato»

«Come dei ladri» — dice papà.

Il commissario sorride al solito: «Sia pure». Ma la prende dal lato sportivo.

«Siamo abituati. Noi, per eseguire un ordine, facciamo scalate, scardiniamo cancelli, sfondiamo le porte, spacchiamo le tegole, tagliamo i vetri, entriamo dalle finestre, dai camini». Si accende a questa pittura delle sue prodezze senza pensare che è inopportuna. Papà lo richiama alla realtà: «Quando però dovete entrare in una casa o per fare un arresto o una perquisizione, e non v’aprono».

«Naturalmente» — dice il Commissario. — Ormai non pensava più che alle sue gesta, e per continuare su quella falsariga fa a papà tutte le concessioni che vuole, si è dimenticato assolutamente di noi.

«Ma qui non è il caso — dice papà — qui non hanno il diritto di entrare».


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