Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/128

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leo ferrero

fosse partito per le vacanze, giovedì scendiamo a Firenze a reclamare. Ci mandano nella sala della distribuzione; tutti i postini ci conoscono e ci fanno festa (i perseguitati sono molto amati dal popolo). «No, non c’è stato cambiamento di postini, la posta è stata regolarmente avviata a Strada».

Torniamo all’Ulivello, niente posta. Il venerdì mattina, niente. Scendiamo di nuovo a Firenze. Papà chiede del direttore. Il direttore non c’è, c’è il vice-direttore. «Che cosa succede della mia posta?». «Non ne sarà arrivata».

«Non è possibile. Fra me, la mia signora, e i miei figli, riceviamo una media di dieci-dodici lettere al giorno, più una decina di giornali a cui siamo abbonati».

«Ci sono due «Strada». Succedono spesso di questi errori. Il sacco della loro corrispondenza avrà preso la via di «Strada da Arezzo». Manderemo un commissario a ispezionare»....

Il domani sabato, niente. Scendiamo


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