Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/130

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leo ferrero

gnano ce n’è un sacco. Apertolo papà va in furia contro la postina.

«Queste lettere sono state sequestrate qui. Io ne ho la prova. Ciascuna di queste lettere ha due timbri: uno del giorno in cui è arrivata, e l’altro di oggi. Con una sola di queste buste io posso farle avere tre anni di carcere».

La postina piange. «Lo so, lo so. Che colpa ho io se mi comandano delle cose proibite?». 1



28 Giugno.

Gli agenti non sorvegliano noi, ma noi dobbiamo sorvegliare loro. Un carabiniere fa la corte alla nostra cameriera; pare le si sia fidanzato. I poliziotti rubano polli, frutta, conigli ai nostri contadini, li

  1. Seppimo poi che era venuto l’ordine a Strada di rimandare di costì tutta la nostra posta a Firenze, dove veniva sottoposta a una rigorosa censura. Spaventato dalle nostre proteste il direttore della Posta di Firenze aveva persuaso la censura a rimandare la posta sequestrata a mezzo di un commissario che la timbrò di nuovi bolli.

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