Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/132

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leo ferrero

29 giugno.

E' venuto a vederci Mario N. che era tenente a Livorno nel settembre dell’anno scorso, quando ci fu l’attentato di Lucetti contro il duce. Grandi dimostrazioni contro il Consolato di Francia, perchè? Ma la parola d’ordine era: «istillare odio contro la Francia»). Lo incaricano di difendere il Consolato sotto gli ordini della polizia. Il Commissario gli comunica: «Ordine di non far niente. Mi hanno prevenuto che se spaccano la testa al Console, io sarò traslocato in una residenza migliore. Se un soldato spacca un osso a un dimostrante io sarò destituito».

C'era in piazza un centinaio di persone che non avevano nessuna voglia di assalire il Consolato. Un soldato sardo animoso attacca la baionetta al fucile per assalire la folla. Tutti scappano. La polizia, spaventata per la possibile reazione dei superiori, fa entrare tutti i soldati sotto il portone del Consolato e chiude le porte. I dimostranti si rincuorano e cominciano


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