Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/176

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

leo ferrero

sta. Dichiara che farà protestare presso il procuratore del Re: «segreto postale, ecc.». Vuol far causa alla Questura. Il Questore prega il nostro avvocato di desistere: «Che vuole? Son tutti matti. Ci era stato affermato che la lettera conteneva le fila di un complotto contro il capo del governo». (Essa conteneva una semplice banconota da 500 franchi). E’ la quarta volta che fermano le lettere della «Dépêche»! C’è buon senso a immaginare che noi organizziamo complotti, e che li organizziamo con lettere intestate a un grande giornale, con una busta chiusa con cinque timbri di ceralacca e assicurata?

Il «buon senso» dovrebbe essere di nuovo considerato con più rispetto. Il buon senso è la sola qualità forse che sia necessaria a tutti gli uomini. Per l’artista «buon senso» vuol dire «senso artistico », quell’attitudine cioè a capire fino dove si può arrivare, e a che cosa bisogna rinunciare; per l’uomo politico vuol dire «senso politico», cioè quell’attitudine a


156