Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/204

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leo ferrero

mi sono messo a ridere. Questo ridere è nostro, Nello. Abbiamo acquistato un’incredibile esperienza politica in questi anni. E’ buffo, non ce ne rendiamo ancora conto. Quante cose abbiamo visto, ben chiare, ben dimostrate, nelle viscere! Questo periodo, che magnifico campo sperimentale è stato per noi. Perchè tutto quello che una volta si diceva «chi sa, forse, bisognerebbe vedere» si è visto. Ma tutto — in politica, in economia» in agricoltura, in istruzione pubblica. Chi ha mai visto così giovane, delle lezioni così violente e rigorose di saggezza? E poi, quante piccole facciate rovesciate: non so se hai visto che alcuni giornali cominciano a dire che, salvo una, il diritto di critica deve essere un po’ riammesso. E’ interessante. Una volta c’era un monopolio letterario recto da cinque o sei critici,- sette od otto scrittori, e qualche direttore di giornale o editore, che funzionava benissimo, perchè il pubblico non lo sapeva. Si elogiavano gli uni e gli altri e il pubblico ammirava dunque tutti. Ma ora il monopolio è stato smascherato


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