Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/214

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leo ferrero

dopo arrivano degli agenti che lo interrogano sul suo incontro. «Che cosa ha detto X? Come mai ha parlato con X?». «E’ un antico compagno di scuola». «Non sapeva che è un pericoloso comunista?». «No davvero, quando l’ho lasciato aveva i calzoni corti». «Storie, storie», e fanno una minuta perquisizione. Fra le carte uno degli agenti scopre un corpo di reato terribile: delle bozze che portano per titolo in grandi caratteri SEBASTIANO DEL PIOMBO. «Sebastiano del Piombo? Che intende lei per Sebastiano del Piombo?». «Si tratta di un artista, sono bozze che il prof. Venturi mi ha affidato da correggere». «A noi non ce la dà a bere: Sebastiano del Piombo? Questo è un complotto che lei trama con X».

«Ma X io non l’ho più visto da dieci anni».

«Non racconti storie, venga con noi».

«Mi permettano di scrivere al profesor Venturi. Il prof. Venturi mi aspetta


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