Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/23

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prodromi al diario

— soleva dire — è facile; ma non porta ad alcun risultato. Mettere in luce invece quanto c'è di bene, indicare la linea da seguire è più difficile, ma assai più utile; è ad ogni modo l'unico mezzo per indurre gli altri ad intensificare quanto di buono hanno in sè».

Tenendosi rigorosamente a questa direttiva e nella critica letteraria e nelle amicizie personali, egli fu amato malgrado il fascismo. Nel 1924 quando rappresentò a Roma «Campagne senza Madonna» i critici teatrali dei giornali romani, fascisti tutti, simpatizzarono assai con lui, ne fecero i più sinceri elogi, e Pirandello lo invitò a fondare con lui il «Teatro dei Dieci».

Sino al 1926 d’altra parte neppure noi, suo padre e sua madre, avevamo avuto personalmente a soffrire dell’avvento del fascismo. Vero è che rispetto al fascismo noi eravamo dei privilegiati fra i privilegiati.

Noi eravamo economicamente indipendenti dal governo. I nostri beni non erano


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