Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/26

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prodromi al diario

alieni dai compromessi; noi quattro membri della famiglia formavamo insieme un nucleo così concorde e affiatato da poterci reggere da soli anche staccati dal mondo intero, senza sentirci isolati; avevamo dietro a noi dei parenti, fratelli, sorelle, madri, cognati con noi concordanti e come noi indipendenti. Non frequentavamo alcuna società; veniva da noi molta gente, ma erano quasi tutti forestieri. Noi non andavamo da nessuno. La nostra società era tutta epistolare.

Impossibile poi era attaccarci di sorpresa con la forza. Non uscivamo mai di sera, abitavamo, anche a Firenze, fuori della città, non appartenevamo ad alcun club, non andavamo mai a teatro, al caffè o al cinema o in alcun luogo pubblico in cui fosse possibile una provocazione o una aggressione improvvisa.

Erano venuti anche da noi sovente — specie all’Ulivello e prima dell’istituzione della milizia — gruppi di fascisti a chieder denari in modo insolente ora per


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