Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/60

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leo ferrero


1° Novembre.

Eccomi di ritorno. In viaggio grande subbuglio e facce spaventate, strani rumori. «C’è stato un attentato a Bologna contro il duce». Cè un fuggi fuggi generale. «Chiudono le frontiere, non danno più passaporti». Non capisco che relazione ci sia fra un attentato al duce e la chiusura delle frontiere. Poiché il duce non è morto, e neanche ferito; poiché l’attentatore è stato inchiodato al muro, manca perfino la scusante di non lasciar fuggire l’assassino.

Trovo all’Ulivello la casa sossopra. Non però per l’attentato di cui nessuno sa nulla, ma per il ritorno. La cameriera ci lascia, la mamma vuol scendere a Firenze per cercarne un’altra, per sistemare la Nina1 che quest’anno non andrà più al ginnasio. Deve anche farsi fare un vestito, perchè il 15 il babbo e lei devono andare a Ginevra e a Chambéry a tenere alcune

  1. Sorella di Leo.

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