Pagina:Fiabe e leggende Emilio Praga.djvu/110

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I TRE AMANTI DI BELLA IO) E non son più due spade, son due lampi che guizzano; Or volano, or s'abbassano, or rotano, or si drizzano. Or si arrestan di un tratto... Allor potevi udire I fiati ansanti, e credere che a sceglier chi colpire L'invisibile Fato fosse in mezzo, indeciso. — Tu fai sangue . . . — Tu menti ! — Già la morte hai sul viso ! — Vecchio, son gioia e amore, e a te sembran la morte ? — Non avesse proferta l'ingiuria! Come sorte II boato che annuncia la rabbia del vulcano, Dalle fauci del conte, un urlo usci... Di mano Sfugge il ferro a Lionello che china il capo e cade. Pur, mentre il sonno eterno freddamente lo invade. Non lo lascia la b.ilda fierezza indifferente. — Fu un bellissimo colpo, messer, dice il morente; Se non fossi obbligato a partir, giuro a Dio ! Che darei mille scudi per impararlo anch'io. — Poi con voce più fioca, riprese : — Alla malora! Facciamo un po' di bene, almen nell'ultima ora . . . 14