Pagina:Fiabe e leggende Emilio Praga.djvu/40

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JÓ FIABE E LEGGENDE Casse di sego, mucchi di corde e chiodi usati, Arazzi e vecchi mobili ghermiti o sequestrati, Bottiglie senza tappo, vecchi stocchi sguarniti. Pelli e corna di buffalo e ermellini ammuffiti. Libri venduti all' al ba da un notaio balzano, E la sera mutati in vetri di Murano; Qui, ammonticchiati al prezzo di un bacio o di un ducato. La gonna della vedova, l'assisa del soldato; Qui un po' di tutto e un tutto di niente, a sbalzi, a caso Arraffato dall'ugna della miseria, e al naso Della beffarda Usura, fior della fame, offerto 1 Quanto agli appartamenti, per molti giorni incerto Fu il novello padrone circa modiim tenendi; Eran tappezzerie, candelabri stupendi. Tele piene del genio di seppelliti artisti. Dei poveri antenati ambiziosi acquisti . . . Rividero il sereno venduti al forastiero; E quel giorno gli scheletri piansero in cimitero, Gli scheletri obliati dei divini pittori. Cui certo un di non s'erano pagati che i colori. Mentre l'Ebreo, felice dell'oro conquistato. D'esserne debitore ai morti avea scordato,