Pagina:Fior di Sardegna (Racconti).djvu/110

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se dalla brezza della sera che si avanzava. Perchè erano là da più di tre ore e il giorno moriva senza che essi se ne accorgessero. Oh, le ore d’amore scorrono ben rapide sul quadrante della vita!

Le parole di Massimo rassicurarono Lara; perchè dunque proseguiva a piangere e tremare? Tremava di freddo; un freddo misterioso causato dal luogo, dall’ora e dal riflesso della paura provata, un freddo che non la lasciò mai più. Ma in quanto alle lacrime erano causate più dalla voluttà che dal dolore; una voluttà ben triste e casta se volete, ma così intensa, che faceva piangere la fanciulla. Esser baciata da Massimo!... Dacchè aveva cominciato ad amarlo, Lara non aveva desiderato che di sentire le sue mani strette fra quelle di lui, che dovevano esser ben morbide e ardenti; il suo sogno non andava oltre e le pareva che ciò fosse la sua suprema felicità. E invece ora Massimo la baciava! le carezzava il volto, i capelli, le mani, le asciugava le lagrime con le labbra così belle e infuocate! Oh, era troppo! così di sicuro si doveva godere in paradiso! Anzi a un tratto parve a Lara di esser morta e di trovarsi per sempre in cielo e che la sua felicità non dovesse più finire; sicchè trasalì e cessò di piangere quando il giovine le disse:

— È ora di separarci! Dimmi che mi perdoni, Lara!...

— Cosa devo perdonarti?

— E mi ami? — Lara lo guardò meravigliata; era strano che dopo tutto Massimo ne dubitasse ancora.

— Se non ti avessi amato, non sarei stata qui!

— E mi amerai sempre?

— Sempre!....

— Me lo giuri?

— Te lo giuro!

Si strinsero la mano guardandosi in silenzio, poi Lara partì; Massimo l’accompagnò per un tratto, aiutandola a superare i massi, la baciò prima di separarsi e rimase a guardarla finchè non sparì lentamente sotto il bosco, e dietro le rupi. Poi risalì a cavallo e tornò a X***, immerso in profondi pensieri. Lara ripiombò nella tristezza! I baci di Massimo le avevano schiuso nuovi orizzonti; sogni mai più venuti nel suo cervello la rendevano pensosa e febbricitante. Il ricordo delle labbra ardenti del giovane,