Pagina:Folengo, Teofilo – Opere italiane, Vol. II, 1912 – BEIC 1821752.djvu/10

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a me donato avviso, che, in ricompenso de’ miei piú freschi giorni si giovenilmente dattorno al ridiculoso Baldo gittati, via piú la penna che la zappa in questa solitudine, ove mi sto, affaticare debbia, si come quelli che molto bene isperimentato hanno le operazioni de le mani poco valere (secondo lo Apostolo) a la fabbrica de lo spirito. Il quale se d’altro diporto non si provvede che di tessere sportella, egli tantosto se ne vola colá donde a rivocarlo è piú che di Sansone fatica. In pagamento, adunque, del contratto debito, sonomi presso al fratello ritirato a le solitarie selve del promontorio di Minerva, ove ho per queste ruvide scorze d’abeti e querze discritto alcuni gesti e parlamenti del nostro Salvatore assai (come voi dite) sonnacchiosamente, non v’ intravegnendo il molto raro favore di quelle madonne del favoloso Parnasso, le quali oggidí sono ritrosette e schive di volere piú oltre, fuora de le strepitose cittá, nei luoghi selvaggi abitare. So ch’ogni, quantunque dotta, scrittura di tanto suggetto quanto è questa non puote in alcuna guisa piacere a li semplicissimi seguaci de la croce, se o piú o meno contiene in sé di quello hannoci lasciato in carte le quattro arche de lo Spirito santo, e vogliasi da l’autore di essa che sia creduta e letta per quella veritá che de l’aquila sui vanni al cielo si divinamente poggiando vola. Ma non mi pare disdica, però, se alcuno devoto Bernardo, come rari se ne trovano, mettasi a scegliere da la ordinata evangelica istoria o gesti o documenti del nostro Salvatore, formandone un nuovo ordine con devoto discorso di piú imaginate cose, tra per agevolarsi piú al dire, tra eziandio per maggior delettazione de gli uditori. Il che io (tuttoché di non molto devoto spirito sia) ho voluto per le dette cagioni non senza gran fatica osservare. Né mi parse oltre a ciò sconvenevole cosa, per maggior sicurezza e mia e di coloro che vorranno trarre de le nostre scorze qualche medolla de l’Evangelio, spargere su per le ripe di questo volume le latine postille cosi de l’uno come de l’altro Testamento. Ma ben mi doglio d’una, da me ora taciuta, openione d’alcuni attempati fanciulli, i quali si fattamente hannomi tenuto dagli