Pagina:Folengo, Teofilo – Opere italiane, Vol. II, 1912 – BEIC 1821752.djvu/201

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Viderlo a duoi gran vecchi stare in mezzo,
come fra l’uno e l’altro Testamento,
e aver da fronte, a’ fianchi e ancor da sezzo
di sua divinitá molto argomento;
sentiron d’una nebbia, che l’orézzo
sopra lor fea, del Padre il parlamento:
per cui giacquero in terra e non portáro
l’orecchie lor tant’alto suono e raro.
121
Pietro fuora di sé: — Signor, — gridava —
è buono a noi che siamo in questo luoco:
facciam qui tre magion, se non v’aggrava,
per tutti tre, ché d’altro mi cal poco!
— Anch’io, Petro, il farei; ma nostra prava
natura vuol che non senz’acqua e fuoco
dietro a la croce, come nostra insegna,
al duon del sommo Ben per noi si vegna!