Pagina:Folengo, Teofilo – Opere italiane, Vol. II, 1912 – BEIC 1821752.djvu/223

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Col medico non ha che fare il sano,
ma de l’infermo sol vi è l’interesse;
ché se crudel sarebbe ed inumano
chiunque il corpo altrui serbar potesse
e non volesse a tal pietá por mano,
via piú chi l’alme, a sé da Dio commesse,
ricusa di salvar è da esser detto
fisico acerbo, ingrato e maladetto.
81
— O voi — diceva loro, — o voi ch’avete
o presumete aver noticcia soli
de l’onorate carte né volete
ch’altri che voi, d’ Abram cari figliuoli,
poscia spiegarle, or perché non leggete
al peccatore, acciò se ne consoli,
quella sentenzia del divin giudiccio:
«Voglio da voi pietá, non sacrificcio»?
82
Se voi benigni siete, onesti e santi,
se de la legge osservator distretti,
come gli esterni vostri e lunghi manti
ne fanno indiccio assai piú degli effetti,
ch’avete meco a far, il quale avanti
ogn’altra impresa venni entrar i tetti
d’adúlteri, omicidi, ladri e putte
sol per lavar lor macchie orrende e brutte? —
83
Su questo ragionar, ch’era un coltello
al cor de’ farisei penoso e amaro,
ecco di Gian Battista in un drapello
gli discepoli a lui s’ appresentáro.
Fermossi Cristo allor con quel novello
suo racquistato armento e a sé piú caro
eh’ a’ farisei le finte lor persone,
piú che ’l lor Mòse, Abramo e Salomone.