Vai al contenuto

Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. II, 1913 – BEIC 1823663.djvu/239

Da Wikisource.


DISCORSO PRIMO

editori, interpreti e traduttori

I. Essendo stato questo poema pubblicato con Catullo sempre, con Callimaco le piú volte, e talora separatamente, rari degli antichi libri possono annoverare piú edizioni e piú tormenti dagli eruditi. L’edizione principe uscí l’anno mcccclxxii[1], unitamente a Tibullo, Properzio ed alle Selve di Stazio; della quale, oltre le copie memorate da’ bibliografi, una serbasi in Roma nella libreria Corsini, con varianti di mano del Poliziano e due note: una, alla fine, di Catullo, con che si vanta di avere emendato il testo; l’altra, alla fine, di Properzio, scusandosi della sua temeritá giovenile. Primo commentatore del poemetto di Callimaco fu Partenio Lacisio, veronese[2], dottissimo per que’ tempi, non infelicemente seguito, sebbene con minore dottrina, da Palladio Negro[3], cognominato Fusco, letterato padovano. Ultimo di questi fu Alessandro Guarino, nipote dell’illustre Guarino il vecchio, che col Filelfo, col Poggio e co’ greci fuggitivi di Costantinopoli non perdonavano né a vigilie né a viaggi per restituire le greche lettere, e figliuolo di quel Battista Guarino che fu amico del Poliziano. Onde a torto il Fabrizio[4]

  1. Litigan gli annalisti tipografici se appartenga a quest’anno o al seguente. Per me importa che questa sia, fuor di contesa, l’edizione principe.
  2. Brixiae, in folio, apud Boninum de Boninis, 1485. — Ibid., 1486. — Venet., 1497, apud Andream de Palthaschichis. — Ibid., 1491, a Bonetto Locatello. — Ibid., 1493, per Simonem Papiensem — ed alcune ripetizioni men infrequenti.
  3. ... 1488 ... — Venetiis, 1494, per Simonem Bevilacqua.
  4. Bibl. med. et inf. lat., lib. vii.