Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. III, 1920 – BEIC 1824364.djvu/108

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102 vii - viaggio sentimentale di yorick


— Io.

Et vous plaisan tez?

Risposi ch’io di fatto celiava, ma senza onorario; anzi in tutto e per tutto a mie spese 1. — La corte nostra non ha piú buffone, monsieur le comte; e l’ultimo fu veduto sotto il regno dissoluto di Carlo secondo. Da indi in qua i nostri costumi si sono di mano in mano sí ripoliti, il trono è attorniato di tanti patriotti, che non aspirano a nulla fuorché agli onori e alla ricchezza della patria; e le nostre gentildonne sono sí pudiche, sí immaculate, sí buone, sí pie, che un beffardo non troverebbe piú da cavarne una beffa2.

Voilà du persíflage! — gridò il conte.

XLIX

IL PASSAPORTO

VERSAILLES

Siccome il passaporto ingiugneva a tutti i luogotenenti-governatori, governatori e comandanti di città, generali di eserciti, giustizieri e ufficiali di giustizia, che lasciassero Mister Yorick buffone del re, e il suo bagaglio liberamente viaggiare, confesserò che la conquista del passaporto fu non poco macchiata dal personaggio ch’io recitava; ma in questo mondo non v’è

  1. Il Boccaccio, giornata I, novella 8, delinea da maestro il ritratto del buffone gentiluomo, arguto e liberale, e il ritratto del buffone codardo, maligno ed adulatore. Ma del primo s’era quasi spenta la razza anche a quel secolo; e del secondo s’è fecondata, specialmente dopo l’invenzione de’ giornali [F.].
  2. All’età di Beniamino Johnson, contemporaneo di Shakespeare, i patrizi inglesi si dilettavano di pascere, oltre il buffone, anche il nano e l’eunuco:

    Cali forth my dwarf, my eunuch and my fool.

    Ben. Johnson, nella commedia del Volpone.

    Ma i patrizi italiani si sono sempre contentati di un poeta miserello, che sovente supplisce anche da segretario, da maestro e da cappellano [F.].