Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. III, 1920 – BEIC 1824364.djvu/140

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134 vii - viaggio sentimentale di yorick


Questo è un andare (e il confesso) come il cavaliere della Trista Figura a caccia di dolorose avventure; ma, e non so come, io non mi sento sí pienamente conscio dell’esistenza d’un’anima in me, se non quando mi trovo ravvolto nelle malinconie.

La vecchia madre venne sull’uscio, e il suo aspetto, innanzi che le sue labbra s’aprissero, mi narrò tutti i suoi guai. L’era morto anche il marito; — morto da un mese — diceva ella — d’angoscia per la misera infermità di Maria; e allora ho temuto che per questa sciagura la povera fanciulla perderebbe anche la poca ragione che le rimane: invece par che rientri in sé, ma non trova mai quiete: la mia povera figliuola — e, cosí dicendo, piangeva a lagrime amare — va ramingando, chi sa dove, lungo la strada. —

Perché, mentre io scrivo, il polso mi batte languidamente? e come mai La Fleur, che par ch’abbia il cuore creato solamente per l’allegria, ripassava il rovescio della sua mano due volte sugli occhi, mentre la vecchia stava ritta sull’uscio parlandomi? Accennai al postiglione che ripigliasse la strada.

Un miglio e mezzo di qua da Moulins, verso un viale che mette a un boschetto, scopersi la povera Maria che sedeva sotto un pioppo: sedeva col gomito sul grembo e col capo chino da un lato sovra la palma: un ruscelletto scorreva a’ piedi d’un albero.

Ordinai al postiglione che andasse col mio sterzo a Moulins e a La Fleur che mi facesse allestire da cena, perché io gli avrei seguitati passeggiando.

Essa era vestita di bianco, e quale è descritta dall’amico mio; se non che le sue chiome, raccolte allora in una rete di seta, cascavano, quand’io la vidi, abbandonate: aveva anche aggiunto al suo guarnellino un nastro verde pallido ad armacollo. donde pendeva il suo flauto. La sua capra le era stata infedele al par del suo innamorato; e aveva in sua vece un cagnolino, e tenevalo con una cordella attaccato alla sua cintura. — Ma tu non m’abbandonerai, Silvio — gli disse. Guardai negli occhi di Maria, e m’avvidi che, piú che alla sua capretta e