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140 vii - viaggio sentimentale di yorick


che v’erano da ogni lato, prometteano di rallegrare ad ogni pausa la cena: era insomma un convito d’amore.

S’alzò il vecchio; e con riverente cordialità m’accoglieva, e pregavami ch’io sedessi a desco con loro (il mio cuore, al primo entrar nella stanza, vi s’era già seduto da sé). Mi vi posi come figliuolo di casa; e, per assumerne quanto piú presto io poteva il carattere, richiesi il vecchio del suo coltello, e mi tagliai una fetta di quel pane; e allor tutti gli occhi mi significarono il benvenuto; ed all’oneste accoglienze di quegli sguardi erano misti i ringraziamenti del non averne io dubitato.

Fu egli questo? (o Natura! dimmelo tu), o fu egli alcun altro il motivo che mi condiva si saporitamente quel pane? o per quale incantesimo ogni sorso del vino, ch’io attingeva da quel loro fiasco, m’imbalsamava di tal voluttà, che io la sento fino a quest’oggi sul mio palato?

E s’ebbi cara la cena, assai piú care mi riescirono le grazie che se ne resero al cielo.

LXVIII

LE GRAZIE

Però che il vecchio picchiò del manico del suo coltello sul desco, e fu a tutti segnale che s’allestissero al ballo.

E le fanciulle e le donne corsero in fretta alle prossime camere a rannodarsi le trecce; e i giovinotti presso la porta a ripulirsi il viso nella fontana, ed a sbrogliarsi de’ loro sabots1, né vi fu chi in tre minuti non si trovasse già bello e lesto sull’aiuola dinanzi alla casa. Il padre di famiglia e la sua donna uscirono ultimi; e mi posero a sedere, in mezzo a lor due, sopra un sofà d’erba accanto alla porta.

  1. Specie di zoccoli [F.].