Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. III, 1920 – BEIC 1824364.djvu/155

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APPENDICE

SAGGIO DI UNA REDAZIONE PRIMITIVA

DEL “VIAGGIO SENTIMENTALE „

[dall’autografo foscoliano]

AVVERTIMENTO DEL TRADUTTORE

 Lettori d’Yorick e miei,

in questo libricciuolo s’impara a esplorare il proprio cuore e l’altrui, a scoprire in ogni minimo atto ed oggetto della natura la verità, e, quel che giova assai piú, a sospirare senza rattristarsi ed a sorridere meno orgogliosamente su le debolezze del prossimo. Però io lo aveva, or son piú anni, tradotto; ed oggi ch’io credo d’avere finalmente profittato delle sue lezioni, l’ho ritradotto per voi. E poiché l’occasione mi fe’ convivere fra compatrioti d’Yorick e viaggiare nei paesi de’ quali egli scrisse, posso anche rischiararvi con alcune postille que’ passi dov’egli, ridendo, allude agli uomini ed a’ costumi inglesi e francesi del secolo scorso.

Ma e voi, lettori, avvertite che Yorick trasfonde il proprio carattere in ogni parola del suo libricciuolo. Or egli era d’animo libero, di spirito bizzarro e d’argutissimo ingegno, segnatamente contro le vanità dei potenti, l’ipocrisia degli ecclesiastici e la servilità magistrale de’ letterati; e spregiò tanto la maschera della gravità, ch’ei si compiacque del nome d’un antico buffone. Pendeva anche all’amore e alla voluttà; ma egli era, a ogni modo, uomo dabbene e compassionevole e liberale, e padre affettuoso, e parroco per istituto, ed interprete e seguace dell’Evangelo; e scrisse quest’operetta col presentimento, avverato, della prossima morte. Quindi sorride mestissimamente, ed accomoda i vocaboli, le frasi e la ortografia a’ suoi concetti satirici ed amorosi, e vela sempre la sua semplicità di certo stile apostolico e riposato. Onde,