Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. III, 1920 – BEIC 1824364.djvu/73

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lungo la francia e l'italia 67


— Dio me ne guardi! — risposi — ma sareste sempre la ben venuta. —

Le contai dunque il danaro; e, con un saluto piú rispettoso che per lo piú non s’usa ad una merciaia, me ne andai; e il fattorino col suo pacchetto mi venne appresso.

XXXV

LA TRADUZIONE

PARIGI

Nel palchetto assegnatomi mi trovai solo con un discreto francese, vecchio ufficiale: carattere che a me piace, sí perché onoro l’uomo il quale fa piú mansueti i propri costumi, professando un mestiero che rende tristissimi i tristi; sí perché ne conobbi uno... non lo rivedrò piú sulla terra!... E perché non preserverò io una mia pagina dalla profanazione, scrivendovi il suo nome, e dicendo a tutti, ch’io parlo del capitano Tobia Shandy, dilettissimo a me fra le mie pecorelle, e amicissimo mio; alla umanità del quale io, da tanto tempo ch’ei morí, non ripenso, che il pianto non mi sgorghi dagli occhi?1. Per amor suo tutta la schiera de’ veterani è mia prediletta2.

Scavalcai le due file de’ sedili di dietro, e mi posi accanto al vecchio ufficiale francese.

Ei leggeva un opuscoletto (forse il libro dell’opera) con un gran paio d’occhiali. Ma non sí tosto m’assisi, si levò gli


  1. Tristano Shandy lasciò scritto che il suo zio Tobia, già vecchio, affliggendosi della prossima morte d’uno che non conosceva, nominò invano il nome di Dio: l’angelo, che nella cancelleria del cielo pigliava ricordo di questo peccato, lasciò grondare una lagrima sulla parola che registrava e la cancellò [F.].
  2. E Yorick, contro il costume degli ecclesiastici, parla sempre con amore degli uomini militari. Vedi nella Vita di Tristano Shandy la morte di Le Fèvre che non si può leggere né rileggere senza lagrima. Ma e Yorick rimase orfanello d’un padre che morí militando [F].