Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. III, 1920 – BEIC 1824364.djvu/72

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66 vii - viaggio sentimentale di yorick


l’aculeo1. Su di che lascio che i vostri parolai dissertino ampollosamente in piú pagine2; a me basti di ridirvi per ora che i guanti non mi servivano; e ci siamo l’uno e l’altra appoggiati con le braccia incrociate sul banco, ch’era un po’ stretto, e tra noi due vi capiva appena l’involto che giaceva nel mezzo.

La bellissima grisette guardava or i guanti, or verso la finestra, poi guardava i guanti, poi me. lo non mi sentiva di rompere quel silenzio; e, seguendo l’esempio, guardai i guanti, poi la finestra e i guanti e lei, e di volta in volta cosí.

M’avvidi ch’io scapitavo di molto a ogni assalto. Aveva un occhio nero, vivo, dardeggiante fra due palpebre contornate di lunghi cigli di seta; penetrante sino a mirarmi nel cuore e ne’ lombi3; parrà incredibile; ma io propriamente me lo sentiva.

— Non fa caso — diss’io, pigliando e riponendomi in tasca le due paia che mi trovai piú vicine.

Conobbi che la bellissima grisette non me le rincarò neppure d’una lira, ed io bramava a ogni modo che mi chiedesse almeno una lira di piú, e mi stillava il cervello per trovar verso a rifare il contratto.

— E le par egli? mio caro signore, — diss’ella — vedendomi in pensiero e sbagliando; — le pare ch’io venissi a chiedere un soldo di piú a un forestiere? a un forestiere che per civiltà, piú che per bisogno di guanti, mi onora e si fida di me? M’en croyez-vous capable?

  1. Pare che Yorick e la bella merciaia, parlando insieme della dimensione de’ guanti, sottintendessero qualche frascheria poco modesta, e si guardassero con quella inconsiderata malizia [F.].
  2. Letteralmente: «io lascio ciò a’ vostri uomini di parole a gonfiare pagine sopra di ciò». Intende forse egli degli eruditi, che commentano in un volume una bella frase poetica, che non è scritta se non se per chi ha piú fantasia che dottrina? oppure de’ metafisici, che si vanno assottigliando il cervello sui minimi effetti delle passioni che non hanno sentite? o de’ trattatisti sulle belle arti, i quali, non sapendo il come, mostrato dalla natura a’ suoi prediletti, vanno cercando il perché delle varie espressioni d’ogni affetto sul volto umano, e mandarono all’Italia tante profonde teorie, per le quali molti de’ nostri dottori son diventati pittori, e i pittori dottori? Ma fo’se Yorick parla di un’intera accademia [F.].
  3. «Scrutans corda et renes». Salm., VII, 10. «Et lumbi mei impleti sunt illusionibus» Salm., xxxvii, 8 [F.].