Pagina:Foscolo, Ugo – Prose, Vol. III, 1920 – BEIC 1824364.djvu/9

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DIDIMO CHIERICO

A’ LETTORI SALUTE

Lettori miei, era opinione del reverendo Lorenzo Sterne, parroco in Inghilterra, che «un sorriso possa aggiungere un filo alla trama brevissima della vita»1 ma pare ch’egli inoltre sapesse che ogni lagrima insegna a’ mortali una verità. Poiché, assumendo il nome di Yorick, antico buffone tragico, volle con parecchi scritti, e singolarmente in questo libricciuolo, insegnarci a conoscere gli altri in noi stessi, e a sospirare ad un tempo e a sorridere meno orgogliosamente su le debolezze del prossimo. Però io lo aveva, or son piú anni, tradotto per me: ed oggi, che credo d’avere una volta profittato delle sue lezioni, l’ho ritradotto, quanto meno letteralmente e quanto meno arbitrariamente ho saputo, per voi.

Ma e voi, lettori, avvertite che l’autore era d’animo libero, e di spirito bizzarro, e d’argutissimo ingegno, segnatamente contro la vanità de’ potenti, l’ipocrisia degli ecclesiastici e la servilità magistrale degli uomini letterati: pendeva anche all’amore e alla voluttà; ma voleva ad ogni modo parere, ed era forse, uomo dabbene e compassionevole e seguace sincero dell’evangelo, ch’egli interpretava a’ fedeli. Quindi ei deride acremente, e insieme sorride con indulgente soavità; e gli occhi suoi, scintillanti di desiderio, par che si chinino

  1. Tristram Shandy, epistola dedicatoria.