Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/15

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Notizie generali 13

boschetti di colle e nei luoghi montani temperati nascono le Querele (Quercus sessiliflora Lm. et pedunculata Ehrh.), il Carpino comune (Carpinus Betulus Linn.), e il rosso (Ostrya carpinifolia Scop.), i Sorbi (Sorbus aucuparia et S. Aria Linn.), l’ Acero (Acer pseudo-platanus Linn.), l’Orno (Fraxinus Ornus L.), l’Avornello (Cytisus Labili mini Linn.) ecc. Nei luoghi più caldi e speciali dei contorni del lago di Toblino v’ha il Leccio (Quercus Ilex Linn), negli umidi e paludosi crescono gli Ontani (Allnu glutinosa Gàrtn.), i Pioppi (Populus alba et tremula Linn.), e i Salici (Salix alba, purpurea, viminalis, incana ecc.) — Il Bagetto o Bagolaro (Celtis australis Linn.) vi è introdotto colla coltura e resiste ai più rigidi freddi. — Vi si coltivano mirabilmente le più belle qualità di Pomi, di Peri, di Ciliegi e di Mespili, non meno che gli alberi da frutto mangereccio esclusivamente meridionali, come sono l’Albicocco (Prunus armeniaca Linn.), il Mandorlo (Amygdalus communis Linn.), il Pesco (Persica vulgaris De Cand.), il Fico (Ficus Carica Linn.), la Vite (Vitis vinifera Linn ), il Gelso (Morus alba et nigra Linn.) ecc.

Del resto la flora che si dispiega nel bacino di Trento e nella regione dell’Adige differisce essenzialmente nell’aspetto da quella che si produce al di là dell’Alpe. Essa è rallegrata dalle benefiche influenze del cielo meridionale, e ne fanno prova le molte specie che vi crescono spontanee, e sono comuni, ad eccezione di pochissime che si tengono a località del tutto speciali. Vi crescono a mo’ di esempio: la Savonina rossa (Centranthus ruber De Cand.), il Terebinto (Pistacia