Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/170

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144 Distretto di Mezzolombardo


Spormaggiore alla Lovertina è uopo impiegare circa 7 ore di cammino; da questa al Prà dell’Asen, 2 ore, ed altre due per montare da esso alla Flavona.


La Cima Tosa (3179 m.) è la più elevata del gruppo di Brenta. Sorge ad occidente di Andalo, sul confine delle Giudicarie, e si vede da lungi co’ suoi campi gelati e la bianca calotta che le misero in testa le miriadi dei secoli passati dopo la sua comparsa. È la cima che stuzzica l’ardore dell’Alpinista trentino, e fu raggiunta la prima volta nel 1865 dal geologo Giuseppe Loss di Primiero, poi dal Payer e da altri, ed ora non è nessuno che visitando quel laberinto di montagne non si cimenti di salirla. Consta di dolomia principale e di calcare liasico; le due formazioni che si presentano quasi ovunque divise e separate dagli strati ad Avicula contorta. Pare che la vita non v’alligni e nondimeno qua e là, dove le nevi e i ghiacci non coprono le rupi, spiegano le loro delicate corolle quelle brillanti pianticelle che formano la delizia del botanico. La vista vi è poi stupenda: abbraccia i monti e le valli sottoposte, l’immenso anfiteatro alpino dell’Ortler, dell’Adamello, della Presanella ecc.


Il Grostè (2657 m.) si sta ad occidente del Torrione, ed ha in ischiena le cime di Vallesinella, dalle quali la vista si estende sino a Molveno, sino a Comano, sino a Carisolo comprese le valli di Algone e Brenta. Ha un Passo suo omonimo, che separa la sua Cima di quella che rimase innominata sino all’Agosto del