Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/185

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Distretto di Vezzano 157


to il castello verso ostro sta il villaggio Madrutio, che dipende; et a ponente sta in declivio un gran parco piantato d’alberi, che per essere cinto di mura, serve non men di serraglio per la caccia. Nel resto il castello ha il suo recinto con balouardi; è previsto di pozzo e cisterna d’acqua et ha un molino da mano. Sì come nell’arsenale stanno varie armature di guerra et alcuni pezzi di cannone non essendovi più quel grande detto la Madrutia, al peso di 7500 libre, il tutto di buon metallo: arma bellissima, e di cui si tien’essere un’altra simile in Castel di Milano, fattavi gittar in tempo che colà fu Governator il cardinal Cristoforo. Hor quest’arma Madrutia non ha potuto difendersi, che non sia disfatta, per farne soldo: e se ne son gittate anco per la Chiesa di Borgo due campane; ma queste, cosa notabile, rottesi ben tosto, han fatto credere non convenirsi instromenti di guerra al sacro tempio„.

“Dopo la morte del V. P. Carlo Emanuele Madrutio s’è devoluto questo castello per linea feminile ne’ Marchesi di Lenoncourt, che lo ritenevano dalla Mensa Episcopale di Trento, Patrona del dominio diretto. Così un castello stato per tanti anni la fama e il fasto de’ Madrutiani Principi, e dove soggiornarono i figli dell’Imperatore Ferdinando primo in tempo che il Baron Giovanni Gaudentio Madrutio fu loro Ajo; al presente non tiene altro dl Madrutio che il nome. Tanto è vero, che Omnia orta occidunt, et aucta senescunt, dice Sallustio„.