Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/184

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156 Distretto di Vezzano


nipote furono investiti dal Vescovo Adalpreto II di due casamenti e della torre del castello; e dopo questa investitura, i nuovi Signori incominciarono a fabbricarvi, a renderlo degna sede della loro discendenza. Lo tennero da prima i discendenti di Gomperto, ed estinta questa linea (1389) in Giorgio Madruzzo, vennero ad abitarlo i Signori di Denno e Nano (1448) suoi più prossimi parenti; i quali presero il nome de’ loro antecessori e lo conservarono sino alla morte del Vescovo Principe Carlo Emanuele (1658), che fu ultimo maschio di sua famiglia. Il castello, feudo vescovile, passò allora per patti a Carlotta di Lenoncourt Lorenese (1661), e poscia per eredità (1693) a Balestrino del Carretto del Finale, nella cui famiglia rimase sino all’anno 1876, nel quale fu comperato dal Dott. Francesco Larcher di Trento, attuale possessore.

Il Mariani1, parlando di questo castello così si esprime: “è posto su’l vertice del monte, che domina val di Cavedine. È di fabbrica in isola tendente al quadro; et con essere tutto un corpo, si rende doppio, Castel vecchio cioè, et Castel nuovo. Il vecchio che ha forma di regolar fortezza, fu edificato su l’antico da Gompardo o Gomperto Madrutio l’anno 1661.... Il nuovo, che serve anzi di Palaggio, fu o aggiunto, o rimodernato al tempo del Cardinal Cristoforo Madrutio; indi ampliato et abbellito da gli altri Cardinali e Principi della Famiglia, che in luogo di Castel Nan,

tennero questo per loro forte ritirata, e deliciosa. Sot-

  1. Trento con il sacro Concilio, p. 611-12.