Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/27

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Notizie generali 25

riali. Uno di questi e più famoso fu Eccelino da Romano, che venne, e ponendo in Trento un presidio di tedeschi, costrinse il Vescovo Aldrighetto de’ Signori di Campo ad esulare dal suo stato.

Ad Aldrighetto successe nel Principato Egnone Conte di Piano (1248), il quale riuscito a liberare la città dalla tirannia di Eccelino, fu costretto ad esulare assalito dalle truppe di un nuovo Vicario imperiale, da Mastino della Scala. Arrigo e Filippo Bonacolsi, che ebbero successivamente il governo della Chiesa trentina, non furono favoriti da miglior sorte; e così è a dirsi de’ Vescovi loro successori sino alla metà del secolo decimoquinto, sempre combattuti dalle violenze dei Conti del Tirolo; che, come loro avvocati, pretendevano avere diritto alla sovranità del Principato trentino.

Parecchi avvenimenti degni di nota si offrono a partire dall’anno 1300: in Trento Lodovico il Bavaro (1327) tenne un parlamento coi più potenti ghibellini italiani allo scopo di trattare de’ mezzi per farsi incoronare Re d’Italia; — indi la città impegnatasi (1347) in favore di Carlo IV, marito ripudiato di Margherita Contessa del Tirolo, cadde in potere del Marchese di Brandeburgo, che durò nella seguita occupazione sino all’anno 1359.

Nel principio del secolo susseguente un’insurrezione popolare provocata in parte dal contegno tirannico degli Ufficiali del Vescovo, e in parte dalla cupidità di Federico tasca vuota, balzò di seggio il Vescovo Giorgio di Lichtenstein; e, proclamata la repubblica, fu tratto