Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/58

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46 Distretto di Trento


Edifici profani — a) pubblici

Fra gli Edifici pubblici primeggia il Castello, il quale sorge ad oriente nella parte più elevata della città presso Porta Aquileja (volg. Aquila). È un grandioso edificio legato a settentrione con una torre rotonda chiamata di Augusto, la quale fa parte del Castello vecchio eretto nel bollore delle tirannie feudali. — La torre ed il Castello più tardi s’unirono ad altro Castello, formando un solo tutto che prese il nome di Castello del Buon consiglio, forse a riguardo de’ Vescovi e del governo loro che dovea essere umano e di buon consiglio. Da prima il Principe Vescovo Giorgio di Hach (1446-1465) avea fatto ristorare il castello vecchio, munendolo di torri e propugnacoli; Giovanni di Hinderbach (1465-1486) ne imitò l’esempio, facendovi ristaurazioni, introducendovi fontane, e iniziando l’opera del Castello nuovo, che fu poi compiuta dal P. V. Cardinale Bernardo Clesio. — Giovanni Maria Falconetto di Verona, secondo la più comune opinione, ne fece il disegno; l’esecuzione fu affidata a Maestro Martino da Como; e nell’interno, in quelle sale, in quelle camere a soffitti vagamente intagliati e screziati d’oro, in que’ vasti loggiati, nelle volte e alle pareti ornate di stupendi medaglioni e da altri fregi, lavorarono i più celebri artisti del tempo, come Girolamo Romanino, Domenico Riccio, chiamato il Brusasorci, i due Jacopo Palma, il vecchio e il giovane, Marcello Fogolino da Vicenza, i due fratelli Ferraresi Dossi e Giambattista Dosso, Paolo Farinato