Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/65

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Distretto di Trento 49

la residenza aurea dei nostri Principi Vescovi, ma dopo la secolarizzazione del Principato, quell’immenso ricco edificio diventò prima caserma delle milizie francesi, e poi delle Austriache, come è attualmente, non rimanendo di esso che le forme esteriori, la vastità dei locali interni, e dei residui più o meno grandi di affreschi e di ornamenti, che accennano ad un fasto, ad una grandezza miseramente perita. — Il Castello anticamente si legava con un braccio di mura alla Tor verde, che sorge in capo alla Via di San Martino, in riva all’alveo vecchio dell’Adige, ed ha forma semicilindrica assai bizzarra, un coperto aguzzo a tegole colorate in verde e in giallo di strano effetto, e pietre a bugnato corroso dal tempo. Si vuole più antica della torre di Augusto, e si ritiene che abbia servito a punire i facinorosi deliquenti, facendoveli passare per certa porta, che li trasportava in un precipizio tra ferri, senza mai più vederne orma.1


Degli altri edifici pubblici sono memorabili:

1) L’antico Palazzo Pretorio, il quale fiancheggia in parte la Piazza maggiore. E munito di torre costrutta di pietra viva, sulla quale è una campana che prende ancora il nome di Renga, e si suonava quando il Vescovo o il Magistrato avea bisogno di arringare il popolo. — Serviva anticamente di residenza al Vescovo, onde fu detto anche Palazzo episcopale; ed è palazzo, come dice il Mariani2 „così antico che


  1. Mariani: Trento con il sacro Concilio, p. 178.
  2. Mariani, loco citato, p. 164.