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capitolo x 143

CAPITOLO X

Dove l'autore discorre delle pene,
che l'uomo dá a se stesso per false opinioni.

     «Voi, che salite al secondo reame,
intrate qui per questa porta inferna,
che sempre aperto tiene il suo serrame.
     Dentro ve fa la via una caverna,
5la qual salendo sette miglia gira,
ove nulla è che chiaro occhio discerna.
     Questa conduce al loco, ove martíra
l’uomo se stesso, e di sé fa vendetta,
e fassi il colpo, onde piange e sospira».
     10Vista che avemmo la scrittura e letta,
intrammo la caverna alla man destra
per una via oscura ed anco stretta.
     Ma dietro all’orme della mia maestra
io sempre andai, e per un sasso fesso
15uscimmo fòra, a guisa di finestra.
     E su nell’aere, alquanto a noi appresso,
vidi una donna alata trasmutarse
in diverse figure spesso spesso.
     Grande come gigante prima apparse;
20poi piccola si fece e lieta e trista;
giovine e vecchia poi la vidi farse.
     — Chi se’— gridai,— che piú cambi la vista,
che Acchilogo, e nullo essere vero
par che ’n te sia, ovver che ’n te persista?
     25— La Falsa Opinion son del pensiero
— disse volando,— e questo loco tegno,
ov’io dimostro il bianco per lo nero.