Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/157

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 100   Chi sta in alto, il basso non dispregi;
       e chi sta al basso ed ha la soma oscura,
       non abbia invidia a prenci ed a gran regi.--
       E poscia ad altri molti io posi cura,
       ch'ognun sopra la soma era premuto
 105   da circumstanti suoi per fargli iniura.
       Udii gridar indarno:--Aiuto! aiuto!--
       con pianti e con sospir; ma la pietade
       ivi era sorda a chi non era muto.
       Ed uno a noi gridò:--Guai a chi cade!
 110   ché, bench'abbia abbondanza di consigli,
       non però trova chi aiutarlo bade.--
       La dea rispose:--O tu, che sí bisbigli,
       perché al caso tuo cordoglio porto,
       t'adiuterò, se 'l mio consiglio pigli.
 115   Se vuoi alla gran soma alcun conforto,
       pensa di quei che portan maggior carchi
       che non hai tu, e portanli piú a torto.
       E guarda ben che l'amor non ti carchi,
       e la spene e 'l timor se ti dán pena,
 120   degno è che sol di te tu ti rammarchi.--
       Poich'ebbe esto consiglio, un'ora appena
       egli era stato, e quivi un fanciul venne
       con bella faccia e di letizia piena.
       Due ali adorne avea di belle penne
 125   piú che paone, ed in mano avea l'arco,
       dal qual Achille giá 'l colpo sostenne.
       Costui gli pose sopra tanto carco,
       mostrando il dolce e celando l'amaro,
       che 'l fece pianger con pianto e rammarco.
 130   Poi venne un altro, che tutto contraro
       era a quel primo in tutte sue fattezze,
       col viso negro quanto il primo chiaro.
       Questo gli pose ancor molte gravezze,
       poi venne innanti a noi una donna anco
 135   col riso in bocca e piena d'allegrezze.

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