Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/24

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p. 18

 100   Ma, se tu ami, perché nol palese
       a me, che sai che ho provato l'arme
       del fier Cupido e le saette accese?
       --Satiro mio--diss'io,--se puoi aitarme,
       io te 'l dirò, se prima tu mi giuri
 105   tener credenza e ch'io possa fidarme.
       --Perché non di', perché non t'assecuri?
       --rispose il falso.--Or non sai tu che io
       di piombo e d'òr sentito ho i dardi duri?
       Io ti prometto e giuro innanzi a Dio
 110   di tenerti secreto e d'aiutarte
       e conducer la ninfa al tuo desio.--
       Cosí mi disse con malizia ed arte;
       ond'io m'apersi e dissi con gran pena:
       --Vo cercando una ninfa in ogni parte,
 115   bella e gentile, chiamata Filena;
       per ritrovarla entrai per questo bosco;
       la sua beltá dirieto a lei mi mena.
       Tra questi spin, che son piú amar che tòsco,
       soletto per parlargli io mi son messo,
 120   ché piú piacente cosa io non conosco.
       --Ed io farò--diss'ei--quel ch'i' ho promesso;
       ch'io anderò co' mie' veloci piei
       ove la ninfa sta molto da cesso.
       Ma perché essa creda a' detti miei,
 125   il dardo, che hai in man, mi dá' per segno,
       perché segretamente il mostri a lei.
       Con mie parole e mio usato ingegno
       farò ch'ella verrá in un bosco sola,
       e tu girai a lei quand'i' rivegno.--
 130   Io gli die' 'l dardo per questa parola,
       ed ei ghignò alquanto e poi saltando
       andò veloce come uccel che vola.
       Forse sei ore avea aspettato, quando
       io vidi Rifa mia fida messaggia,
 135   e quando a lei fui presso, io la domando: