Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/252

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246 libro terzo

     costui non move l’ira, ma furore,
e questo è sol, ché gli manca la spene,
ch’accende il sangue a stizza presso al core.
     E sappi ancora ch’ira solo avviene
140per mal che l’uom riceve iniustamente:
però apparenza di iustizia tiene.
     Per questo avvien ch’ogni irato si pente,
quando si vede a torto aver punito
colui che non ha colpa ed è innocente.
     145Ed, ogni volta ch’alcuno è impedito
da quel che molto spera o far intende,
se non è forte, è dall’ira assalito.
     E chiunque ha seco l’ira, parvipende
colui che ’l turba; e, s’egli è parvipenso,
150questa è prima cagion che d’ira accende;
     ch’ognun diventa di furore accenso,
ch’è dispregiato o che riceve oltraggio,
se alto cor non spregia, quando è offenso.—
     Poi seguitammo insú nostro viaggio.