Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/251

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 100   Questo tra 'l sangue crudo e tra le spade
       prende diletto e, benché altri gridi,
       non ha misericordia, né pietade.
       Dall'ira escon battaglie ed omicidi,
       insulti, oltraggi, onte, risse e guerra,
 105   le grandi espulsion de' propri nidi.
       Se 'l detto mio attendi, che non erra,
       questa è che ha guasto il mondo e le gran ville
       e che li gran reami gitta a terra.
       Questa è ch'uccise Ettòr ed anche Achille,
 110   e che ha divisa Italia e che redusse
       Roma e Cartago in foco ed in faville.
       Quando Dio l'uomo da prima produsse,
       non l'armò giá di denti ovver d'artigli,
       sol perché pio e mansueto fusse.
 115   Ma 'l miser'uomo, purché ira il pigli,
       fèra crudel si fa, e nella vista
       par ben ch'ad un dimonio s'assomigli.
       E, se saper tu vuoi quanto s'attrista,
       quando Ira sua vendetta far non puote,
 120   e quanta doglia in se medesma acquista,
       ella si morde i labbri e si percote,
       e rompe e spezza e furiosa mira,
       e svelle a sé la barba dalle gote.
       E ciò che far non può la crudel Ira
 125   incontro altrui, adopera in se stessa
       e fassi preda a sé e si martíra.
       E, se la spen di far vendetta cessa
       o troppo tarda, allora questa fèra
       piange per la vendetta non concessa.
 130   Perché ben abbi la scienza intera,
       ira è disio d'alcun mal vindicarse,
       ch'alcun riceve e vendicarlo spera.
       Onde, se alcun vedesse iniuriarse
       da un grande eccellente ovver signore,
 135   ed ei non possa o speri d'aiutarse,

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