Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/257

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capitolo xi

     Sí come Dio, ridendo, rasserena,
e, turbato egli, tornaría in caosse
la terra, il cielo e ciò che frutto mena:
     il gran Nettunno, quando irato fosse,
140turbaría il mare, ed infiaríansi l’onde,
e le nereide ancor serían commosse;
     cosí, le Signorie stando iraconde,
quanto piú alto son, maggior fracasso
e maggior mal convien che ne seconde.
     145Innanzi che di qui tu movi il passo,
sappi: chi spregia altrui, a sé a rispetto,
riputando sé alto ed altrui basso,
     d’ira e di crudeltá viene in effetto;
ché sempre ira invilisce e parvipende,
150se bene hai inteso ciò che Palla ha detto.
     Dall’ira crudeltá nasce e discende,
e voglio che tu sappi da me ancora,
ch’Ira Superbia in sua maestra prende,
     ed ogni vizio scorge ed avvalora.—