Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/302

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per questo molti la verginitate

       impugnano, perché non è feconda
  30   come lo stato delle coniugate.
       Convien che a questi detti si risponda
       che funno a tutte spezie e fûn comuni
       non a persona prima ovver seconda,
       ché vòlse Dio e vuol che sianvi alcuni,
  35   perché alle cose sue meglio s'attenda,
       che d'ogni atto venereo sian digiuni.
       Benché verde grillanda o sacra benda
       adorni quella c'ha la mente negra,
       non però vergin esser si comprenda;
  40   ché la verginitá pura ed allegra
       è la mente incorrotta a Dio divota,
       cogli atti onesti e colla carne intègra.
       E, se l'integritá fusse rimota
       contra 'l voler, non però si sospetti
  45   perder corona e la celeste dota.
       La castitá è poi de' men perfetti;
       ma, se si parte dalle cose sozze,
       il frutto di sessanta in cielo aspetti,
       se non trapassa alle seconde nozze,
  50   se lassa ciò in che Marta s'affanna,
       se piú non vuol marito che rimbrozze,
       e se con Michelina e con sant'Anna
       abita sola e dimora in quel templo,
       ove si gusta la celeste manna;
  55   se dalla tortora anche piglia esemplo,
       che beve turbo e sola sempre è 'n lutto,
       quasi dicendo:--Io castitá rassemplo.--
       Il matrimonio è poi di minor frutto;
       perché convien che la famiglia rega,
  60   non può inverso Dio attender tutto;
       ché quanto piú col mondo alcun si lega
       ed alla cura bassa sta piú attento,
       tanto dal contemplar di Dio si piega.

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