Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/310

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304 libro quarto

     La terza poscia di queste regine
è Pazienza, ed ella è che sostiene
della battaglia le piú acute spine.
     E sono dolci a lei l’amare pene,
140pensando il premio e ’l grande onor che spera,
ché senza affanno non si monta al bene.
     La quarta è la vertú che persevéra
insin al fine, e l’opera conduce
tutta perfetta e tutta quanta intera.
     145Ogni atto buono ed arduo, che produce
la volontá zelante ed iraconda,
a questo mio reame si reduce.
     Io dico l’ira, quando non abbonda
tanto che offusche il lume della mente,
150ma quella che a ragion sempre seconda.
     In questo regno mio tanto eccellente
stanno i romani antichi e li gran reggi
e gli uomin forti dell’antica gente,
     i quai voglio che odi e che li veggi.
155Quivi sta Ettòr e quivi stan coloro
che in magnanimitá fûn li piú egreggi.—
     Allor partíssi, e tutto il sacro coro,
seguendo la Fortezza, i passi mosse,
sin che trovammo una gran porta d’oro.
     160La donna principal quella percosse;
e senza alcun indugio ne fu aperta;
ma quel portier che aprío, non so chi fosse:
     tanto attesi a seguir la scorta esperta.