Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/333

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       quel reggimento buon fu tutto guasto,
       perché la forza vinse la ragione
  30   e conculcolla con superbia e fasto.
       Allor li Vizi preson le corone
       delli reami, e leggi inique e rie
       teson per lacci e levôn via le buone.
       Per questo Astrea dal mondo si partíe
  35   e quassú venne; ed ha la signoria
       coll'altre tre sorelle oneste e pie.
       --Perché tu fossi omai la scorta mia,
       che io venissi sol--dissi--a Dio piacque;
       però io prego: mostra a me la via.--
  40   Qual si fe' Citarea, nata tra l'acque,
       in sul partir del suo figliuolo Enea,
       che confessò nel viso ciò che tacque,
       cotal fece ella e disse:--Io sono Astrea,
       che resse il mondo con iuste bilance,
  45   innanzi che la gente fusse rea.
       Quando Superbia colle enfiate guance
       e li danar fên la ragion subietta,
       scacciata fui con spade e con lance.
       Da che il mio regno veder ti diletta,
  50   verraimi dietro; e fa' che mai in fallo
       dall'orme mie il piede tu non metta.--
       Un sesto miglio forse d'intervallo
       era ita, quand'io giunsi al regno quarto,
       ch'avea le mura tutte di cristallo.
  55   Lí era un uscio piccoletto ed arto,
       il qual tantosto a noi aperto fue,
       quando gittaimi in terra tutto sparto.
       Intrammo dentro e poco andammo insue,
       che le sue dame con corone in testa
  60   vennono incontro a noi a due a due.
       Poiché gran riverenzia e molta festa
       ebbon mostrata, stette innanzi ognuna
       come alla donna ancilla a servir presta.

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