Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/382

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376 libro quarto

     ha qui il purgatoro ed anco altrove,
e nell’inferno puote dar gran festa
e fare il paradiso in ogni dove.
     Basta che qui a te si manifesta
che cosa è ’l purgatoro e che ’l fece anco
105prima Iustizia, ovver prima Maièsta,
     e che lí si ristora ciò che ha manco
la penitenzia, e che nullo va al cielo,
se prima non si purga e fassi bianco.
     Ricòrdite dell’alma, che nel gielo
110al vescovo gridò:— Io son qui messa
sol per purgarmi, e questo ti rivelo:
     ch’un mese vogli dir per me la messa,
ché cosí spero uscir di questo ghiaccio,
e che indulgenza mi será concessa.—
     115Ricòrdite il pastor quant’ebbe impaccio
nel dir le messe, e come Paulino
giá si purgò, e molti di quai taccio.—
     Giá le mie scorte avean preso il cammino
su verso il ciel tra l’anime, che stanno
120nel foco, come argento a farsi fino,
     ed allo ’ndugio ed alle pene, c’hanno,
con lacrime chiedean mercé da nui,
ricordando l’arsura e ’l loro affanno.
     E, quando presso al cielo io giunto fui,
125sentii maggior l’incendio; e per riparo
le scorte mie m’abbracciâro amendui,
     ché ’l foco lí è piú attivo e chiaro,
e, perché tocca il cielo, in giú reflette:
però ’l caldo raddoppia ed è piú amaro.
     130Quelle parti del ciel son sí perfette,
che non temono arsura ed han vantaggio
a trasmutazion non star subiette.
     Non so in qual modo, né per qual viaggio,
mi trova’ intrato nel ciel della luna,
135assai ’n men tempo che detto non l’aggio.