Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/73

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come la calcina, che diventa

  65   focosa all'acqua e fuor manda il calore,
       che prima parea fredda e quasi spenta;
       cosí levato 'nsú il doppio vapore,
       l'acquatico si stringe e quindi piove,
       perché quivi è compresso dal freddore.
  70   Il terreo allor si aduna e si commove
       dentro alla nube, e quel moto l'accende:
       è la fiamma rinchiusa in stretto, dove
       con grave tuon la densa nube fende,
       e spesse volte la saetta scaccia
  75   col balenar, che subito risplende;
       il balenar vien subito alla faccia;
       ché presto l'occhio può veder la luce,
       se opaco o grande spazio non l'impaccia.
       Ma 'l tuon, che seco il balenar produce,
  80   l'orecchia dalla lunga nol può udire,
       se l'aer seco a lui non lo conduce.
       E ben che 'l foco sia atto a salire,
       niente meno ingiú la nube spande,
       che 'l freddo denso insú non lassa ire.
  85   Or, se saper tu vuoi quel che domande,
       dirò pria della stella, che nel cielo
       permuta loco e par correndo ell'ande.
       Se 'l vapor terreo passa l'aer gielo,
       sottile e secco è ad ardere disposto
  90   piú che la stoppa a lume di candelo.
       Quand'egli vien lassú, dove sta posto
       il regno di Vulcan, l'accende il foco
       nel primo capo, e la fiamma tantosto
       per lui trascorre e non a poco a poco,
  95   ma ratto e presto; e la fiamma corrente
       pare una stella che tramuti loco.
       E fa un fregio sú chiaro e lucente
       per la via che trascorre, ed in un tratto
       poscia vien meno e non appar niente.

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